L’ambito di occupazione di un avvocato per dirigenti è piuttosto ampio. Difatti, un buon avvocato del lavoro, oltre a fornire consulenza legale a tutela e difesa di dipendenti e datori di lavoro, mette a disposizione la propria competenza ed esperienza professionale anche per rappresentare i dirigenti e le loro associazioni di categoria. La figura dirigenziale…

Poiché quella del giuslavorista è una figura professionale di estrema importanza, qualora si abbia bisogno di una consulenza in tale materia, la soluzione giusta è sicuramente quella di saper scegliere il miglior avvocato per diritto del lavoro. Come già precedentemente specificato, l’avvocato del lavoro è il legale che si occupa delle controversie che nascono nel…

Come è noto, il dirigente, considerato da sempre l’alter ego dell’imprenditore, è legato al datore di lavoro da un rapporto di fiducia. Può accadere che, a causa del verificarsi di spiacevoli situazioni, tale rapporto venga meno e, in questi casi, il datore può licenziare liberamente il personale dirigente. Qualora il licenziamento del dirigente sia ingiustificato,…

Nella mia esperienza sono diverse e molteplici le ipotesi in cui il Dirigente vive un’esperienza di cessazione del rapporto di lavoro. La risoluzione del rapporto di lavoro del Dirigente, in linea di massima, avviene o per motivi oggettivi (come nell’ipotesi di crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione, soppressione della posizione), para-oggettivi (come nelle ipotesi in cui vi è una divergenza indissolubile sulla gestione del lavoro) o soggettivi (nell’ipotesi in cui venga ascritto al dirigente una condotta disciplinarmente rilevante).
Normalmente, solo nei primi due casi si aprono delle possibilità di negoziare con l’azienda la buonuscita del Dirigente.
Nella gestione dell’uscita, a mio parere, devono anzitutto essere ben chiari gli obiettivi, perchè solo a fronte della chiarezza di ciò che si vuole si può ottenere un risultato in linea con le aspettative.
Chiaramente, nella mia esperienza, l’obiettivo che mi viene rappresentato è quello di massimizzare il valore economico della buonuscita. Per quanto importante, il valore economico dell’accordo è solo un aspetto della gestione della buonuscita.
Negli accordi, infatti, è possibile negoziare ulteriori condizioni, quali, solo a titolo esemplificativo: la fornitura di un servizio di outplacement; l’individuazione di un periodo di aspettativa (retribuita o meno) prima della risoluzione, utile a individuare un’occasione di lavoro mentre si è ancora occupati, ovvero quando si ha maggiore potere di negoziazione sul mercato; il titolo della risoluzione, perché dal titolo della risoluzione dipende, ad esempio, l’accesso al trattamento di disoccupazione; l’assoggettamento fiscale e contributivo degli importi erogati; la gestione del passaggio di informazioni; la cessione dei beni aziendali (auto, telefono, pc, ecc.); le polizze assicurative; le referenze in uscita; la gestione della retribuzione variabile per l’anno in corso.
Ciascuno di questi elementi ha un valore economico, direttamente o indirettamente quantificabile.
E’ quindi bene che il Dirigente, anzitutto, quando si trovi dinnanzi a una ipotesi di risoluzione, ragioni ad ampio raggio su quali possano essere i propri obiettivi anche, e soprattutto, nell’ottica di cosa vorrà fare dopo la cessazione del rapporto.
Sul piano pratico, nella mia esperienza le leve su cui negoziare dipendono, chiaramente, dai singoli casi ma alcune regole valgono per la generalità dei casi: mai mostrare interesse esclusivamente per gli aspetti economici; mai agire di impulso, e sbilanciarsi su una proposta della controparte (meglio cercare – sempre – di restare neutrali, e concedersi il tempo di ragionare su quanto discusso); valutare con un professionista – preferibilmente un Avvocato del Lavoro – la fattispecie per capirne ogni aspetto. Anche i contenuti economici di una proposta, infatti, debbono essere letti con l’aiuto di un tecnico (per valorizzare tutti gli elementi retributivi e contributivi).
C’è infine da ricordare che, molto spesso, le uscite più che fallimenti, sono vere e proprie occasioni ed è bene quindi gestirle nella maniera più ragionata possibile.

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